aprile 08, 2009

Polymer clay BASICS - CREARE SCULTURE CON LE PASTE POLIMERICHE


Un materiale che negli ultimi tempi ha tanto catturato la mia attenzione e stimolato la mia "mente creativa" è la pasta polimerica o Polymer Clay. Questa pasta viene ampiamente utilizzata in campo artistico per la sua versatilità, si può creare davvero di tutto, dalle perle ai bottoni, ai copriaccendini. Per questo ho raccolto un pò di notizie e link utili che organizzerò e pubblicherò di volta in volta nei miei articoli. Innanzi tutto cosa sono le paste polimeriche? sono delle paste sintetiche (o argille sintetiche) termoindurenti, composte da un materiale che può essere modellato a piacimento e poi indurito cuocendolo in forno a temperature che si aggirano intorno ai 130°C. La cottura del materiale conferisce durezza rendendo la consistenza del prodotto finale simile a quella della creta. Si tratta di un invenzione nata sul finire del 1930 principalmente per la realizzazione delle bambole. Attualmente se ne trovano in commercio di diversi tipi, a seconda dell'utilizzo che se ne vuol fare. Tra le marche più note vi sono Fimo, Cernit, Kato, Sculpey, Prosculpt, Premo e Granitex.

La FIMO (e qui devo una doverosa citazione a Fata Bislacca, fautrice di una divertente disquisizione sulla corretta dicitura "Il/la Fimo" e che mi ha stuzzicato l'interesse in questo materiale) si trova in due versioni: Classic e Soft. La versione Classic è tra le paste più difficili da modellare, per cui spesso si utilizza il robot da cucina per ammorbidirla aggiungendo del diluente liquido (come Fimo Liquid). E’ disponibile nei 24 colori base e si utilizza prevalentemente in gioielleria e home dècor. La versione Soft è molto malleabile e si trova nei 24 colori base e traslucidi, più le versioni "effect" con colori metallizzati, glitter e altri effetti particolari. Anche questo materiale trova ampio utilizzo per la creazione di gioielli.

Come il Fimo, il CERNIT risulta piuttosto semplice da utilizzare e si trova anche in versioni che hanno effetti particolari come il metallizzato, il glitterato, l'effetto-pietra, il fosforescente, ecc.

La Kato Polyclay Creato da Donna Kato, famosa artista di paste sintetiche, è tra le paste più recenti sul mercato. E' disponibile in diversi colori facilmente mescolabili tra loro e presenta una buona resistenza.

Sculpey III è un'eccellente pasta a grana media, disponibile in molti colori utilizzata in gioielleria, home dècor e scultura.

LAVORAZIONE

Le paste polimeriche si lavorano scaldandole col calore delle mani. I panetti di diverso colore possono essere mischiati fra loro e ad altri tipi di pasta sintetica polimerica. Prima della cottura possono aggiungersi alla pasta ombretti e pigmenti per ottenere effetti metallizzati o perlescenti. Inoltre la pasta può essere colorata con colori acrilici e/o ad olio prima e dopo la cottura.

La pasta avanzante può essere conservata lontano da fonti di calore, in un luogo fresco e asciutto in scatole di vetro o di latta con il coperchio oppure in carta da forno o alluminio. E' sconsigliato l'uso della pellicola perchè la pasta sciogliebbe la plastica e si sporcherebbe.

COTTURA:

I tempi di cottura e le temperature indicate sui panetti sono indicative. Tutto dipende dalla grandezza dell'oggetto e soprattutto dal tipo di forno che si utilizza, se ventilato o meno. E' assolutamente sconsigliato l'uso del microonde e dei forni a gas.

Per sapere la temperatura da utilizzare si possono fare delle prove con dei pezzetti di fimo e un foglio di carta, se il foglio di carta in forno comincia ad ingiallire vuol dire che la temperatura è troppo alta. Se capita di bruciare del fimo in forno bisogna aprirlo subito, pulirlo bene, e fare aerare la stanza. Poichè nella cottura vengono sprigionati gas tossici, molti consigliano l'uso di un fornetto apposito che non verrà utilizzato per cuocere gli alimenti. In alternativa si potrebbe cuocere gli oggetti di fimo in una pirofila con il coperchio che non verrà più utilizzata per gli alimenti.

Dopo la cottura gli oggetti in fimo rimangono opachi ma possono essere lucidati mediante l'utilizzo del Dremel o di una vernice adatta come il vetrificante Maimeri, una vernice all'acqua molto spessa che, sebbene impieghi qualche ora per asciugare, rende un effetto gloss agli oggetti modellati e un effetto lente ai ciondoli piatti. Alcuni artisti usano la lacca per capelli, oppure preferiscono lucidature naturali sfregando l'oggetto con del borotalco e un pezzetto di jeans. Per la lucidatura delle perle si può passare una carta vetro sottilissima sulla superficie della perla. Per ulteriori approfondimenti potete seguire i consigli di Cathy seguendo questo link.

Polymer clay is a material that captured my "creative mind" in the last days because it is one of the most versatile craft mediums available to the modern artist. It’s easy to work with and it can be used to make a wide variety of art-to-wear accessories, jewelry pieces, and embellishments.
Before you begin using polymer clay for the first time, there are a few things that you should know. First of all, what is polymer clay? It is a sculptable synthetic material called "clay" because its texture and working properties resemble those of mineral clay. Polymer clays are available in a rainbow of colors (including metallic and pearlescent colors) and they are marketed under many different brand names: Fimo, Cernit, Kato, Sculpey, Prosculpt, Premo and Granitex...It’s best to experiment with small packets of different brands of clay until you find one that meets your needs. Polymer clays are sold in most art & craft stores or you can find it online going to www.google.com and type in the keywords “polymer clay.”

CONDITIONING POLYMER CLAY

All types of polymer clay must be conditioned before use, but some require more work than others. The purpose of conditioning the clay is twofold: to soften it and make it more malleable (easier to work with), and to activate the PVC particles, strengthening the clay and making it less likely to crack or break after baking.
Softer clays, like Fimo Soft, can be conditioned by hand (kneading, rolling, and manipulating it), but to speed the process, run it through a pasta machine about 20 times.
Fimo Classic can be very hard and even crumbly, so it may have to be chopped up in a small food processor for a few minutes with Fimo Liquid before running it through a handcrank pasta machine.

STORING POLYMER CLAY

Store polymer clay in its original packaging away from direct sunlight, heat and dust. You can also wrap your clay in wax paper and aluminum foil or store it in a glass container. Don't use plastic food wrap because polymer clay reacts adversely to it.
Tools and equipment (toaster ovens, food processors, pasta machines, knives, etc.) that come into contact with raw polymer clay must never be used to prepare food afterward.

BAKING POLYMER CLAY

Always bake your clay in a well-ventilated room. Working without proper ventilation can give you a headache, and it may even make you feel ill.
Opinions are divided over which type of oven is best for baking polymer clay. Most clay artists use an inexpensive toaster oven, but some prefer baking their clay in a convection oven. Casual users often start out using a home oven, but this practice is not recommended. Using your home oven is an option for very infrequent baking sessions, but you must thoroughly wash out the inside afterward with baking soda and water to remove any bakedon residue from the fumes, which will re-release when you use the oven later to bake food. Another option is to bake your clay inside a sealed baking bag (for baking turkeys), which should capture any residue released during the baking process. Discard the bag after each use. So, it’s best to reserve a “dedicated oven” for baking polymer clay.
Once the oven has been preheated to the correct temperature, place your finished projects inside on a baking sheet. Clay beads may be also baked on a skewer.
Always follow the manufacturer’s instructions regarding baking times and temperatures; generally speaking, most polymer clay projects are baked at 275° for 20-25 minutes. Baked clay can be re-baked as needed.

(foto e riferimenti: Anna Vitali, Sharilyn Miller)

7 commenti:

  1. Ciao, e grazie di cuore per la citazione!!! Hai fatto una gran bella ricerca!!! Se permetti faccio due precisazioni al volo. 1. per la Fimo ora i tempi di cottura sono 110 gradi per 20-30 minuti a seconda dello spessore dell'oggetto... Con 130 gradi il rischio di sbruciacchiatura è troppo alto. Ma ci sono ancora vecchie confezioni in circolazione che citano i 130°... Poi per la lucidatura... Tu citi la carta vetrata... Attenzione, con la carta vetrata prepari il pezzo alla lucidatura, lo si rende più "liscio e levigato" ma rimane molto opaco... Recentemente avevo fatto un post dove ho messo delle foto "a crudo", dopo levigatura con grana dal 600-800 per finire al 1200 e poi una terza con il pezzo lucidato con la dremel... Le differenze sono davvero notevoli. Un gran lavoro ma il santo vale la candela!!!

    Grazie per questo tuo post così esaustivo, ti auguro una ottima giornata, Cathy

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  2. Grazie mille per le informazioni, molto interessante il tuo blog, continua così.
    Ciao e a presto.
    Ida

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  3. Grazie mille Cathy per le delucidazioni, saranno utilissime anzi ora metto anche un link al tuo post che ho appena individuato per approfondire la questione della lucidatura...Non vedo l'ora di incominciare con i miei esperimenti! :)

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  4. Ma Welcome!!! Sai che ho diversi problemi a lasciarti messaggi ed a visualizzare l'intero post??? Ti ringrazio per il tuo commento gentilissimo da me!!! Un grande grande abbraccio e ti auguro davvero di divertirti tantissimo con LA fimo, ovvio!!!! In inglese c'è quel bel THE che risolve tutto... Abbraccio

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  5. Complimenti per il grandissimo lavoro che stai facendo!

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  6. ciao ho visto che mi hai inserita tra i tuoi link, grazie!!
    sto spostando il blog su www.archideeonline.it e volevo chiederti di correggere il link :))
    anche io metto il link a questo blog ciauuu

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  7. Grazie Diana. provvedo subito :)

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